NATIVITA' DI MARIA – Siluva
Il
santuario di Siluva è il più antico santuario lituano perché fu eretto
nel 1457, ad appena quarant'anni dall'evangelizzazione della Samogizia, regione
occidentale della nazione. Distrutto da
un incendio, fu ricostruito nel 1500 e
dedicato alla Natività della Vergine Maria.
Fino alla metà del secolo XVI, per la festa titolare dell'8 settembre l'afflusso dei fedeli era particolarmente intenso, proveniente anche dalla vicina Prussia orientale già protestante.
Purtroppo la Riforma, propagatasi nella Germania e nella Prussia, non tardò ad estendersi nella Lituania per opera dei nobili che, spesso, la imposero con la forza. La proprietaria del luogo fece abbattere il santuario e curò la costruzione di una chiesa per i protestanti calvinisti e di una scuola per i futuri pastori.
Ma
l'immagine di Maria fu salvata dal parroco, messa in una cassa di ferro e
sotterrata. Con l'arrivo dei Gesuiti, chiamati nel 1569 per la Controriforma,
il cattolicesimo cominciò a riprendere vita e verso il 1600 i pentiti
riuscirono a far promulgare dalla Dieta della Repubblica una legge con la quale
si faceva obbligo ai protestanti di restituire ai cattolici edifici e beni
confiscati.
Ma un ritorno deciso alla fede cattolica e l'estinzione completa del calvinismo in Lituania furono causati dall'apparizione della Vergine a Siluva nel 1612 quando alcuni pastorelli, che pascolavano il gregge nel sito della chiesa distrutta, sentirono prima un lamento sommesso e poi scorsero, assisa su un masso, una giovane donna che piangeva dirottamente con un bambino in braccio.
La visione si dileguò e i
pastorelli corsero a raccontare la cosa ai genitori: ne venne informato anche
il pastore calvinista, il quale redarguì severamente i piccoli. Il mattino dopo una gran folla si radunò
attorno al masso. Vi andò anche il
pastore con l'intento di disperdere quell'assembramento: ma, appena giunto,
rimase ammutolito: anche lui vedeva la giovane mamma in pianto. Lui stesso le chiese: «Perché piangi?». Con voce triste ella rispose: «Ci fu un
tempo in cui mio Figlio qui veniva adorato dal mio popolo. Ma questo terreno sacro è ora stato
abbandonato al ferro dell'aratro e al pascolo».
Il
racconto di questa apparizione si diffuse subito in tutta la regione e l'ex
sacrestano, vecchio di cento anni e cieco, che aveva aiutato il parroco a
nascondere
la cassa con la sacra immagine, fu condotto sul posto, dove miracolosamente
riacquistò la vista. Così potè indicare il sito della chiesa e il punto
dov'era stata sepolta la cassa con i titoli di proprietà del terreno, alcuni
paramenti
preziosi e l'immagine della Vergine.
Nel
1623 fu ricostruita la chiesa e la venerata immagine dal suo altare proseguì
la sua elargizione di grazie e miracoli, favorendo il ritorno in massa del
popolo e della nobiltà alla fede cattolica. Più volte restaurato ed ampliato,
nel 1760, il santuario fu costruito in muratura, lavoro che durò 25 anni. Al
momento della sua consacrazione, l'8 settembre 1786, l'immagine fu incoronata
dal Capitolo Vaticano per volere del papa Pio VI. La celebrazione durò tre
giorni con l'afflusso di 30 mila fedeli accorsi da tutta la Lituania, dalla
Polonia
e dalla Prussia. Le apparizioni di Siluva furono riconosciute dall'autorità
ecclesiastica nel 1775. Durante il periodo d'indipendenza nazionale
(1918-1940), più di 100 mila persone si recavano annualmente a Siluva.
In
questi ultimi anni il culto di Nostra Signora di Siluva si è diffuso attraverso
le comunità lituane degli Stati Uniti e dell'America centrale e meridionale.
Nel 1966, una chiesa in suo onore è stata costruita a Maizville, in
Pennsylvania, e una cappella è stata consacrata nel santuario nazionale
dell'Immacolata
Concezione di Washington.
L'8 settembre del 1991, nel santuario di Siluva, una santa Messa di ringraziamento per la ritrovata indipendenza nazionale è stata celebrata dall'arcivescovo di Kaunas e primate della Lituania cardinale Sladkevicius con la presenza di varie autorità dello Stato e del presidente della Repubblica Landsbergis.
La chiesa
attuale è stata costruita nel 1922, durante il breve periodo di libertà della
Lituania.
Come quasi quattro secoli fa, anche ai nostri giorni Siluva ha il compito di sostenere la fede dei lituani. I cattolici di tale nazione sono irresistibilmente attratti a Siluva e per la festa della Natività di Maria vi affluiscono grandi masse di pellegrini.
Il 7 settembre 1993, al santuario di Siluva, luogo che più di tutti unisce la nazione lituana, il papa, nella celebrazione della Parola, come Pastore universale rinnovò il suo fervido grazie alla Beata Vergine per non aver mai cessato di guardare alla Lituania, terra delle Croci e delle dure sofferenze, e la supplicò di ascoltare le confidenze e di accogliere le speranze dei Lituani nel nuovo corso della loro storia.